Il soliloquio dei muscoli

scritto da TRISHTIL
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Autore del testo TRISHTIL

Testo: Il soliloquio dei muscoli
di TRISHTIL

C’è un’ora esatta 

tra il cono stanco di un lampione 

e la prima crepa dell’alba -

in cui la città disinnesca i denti, 

smette di masticare metallo 

e il traffico si assottiglia 

fino a diventare memoria. 

 

In quel vuoto senza attrito 

il cuore non batte: insiste. 

 

È un codice Morse cieco 

contro il muro del petto, 

un urto di spugna e nervi 

che non chiede ascolto 

ma misura il buio 

in millimetri di resistenza. 

 

Fuori, le parole collassano: 

detriti di voce, 

notifiche esauste, 

passi che non arrivano mai a terra. 

 

Qui invece, sotto il cotone quieto, 

accade senza testimoni 

l’unico fatto non negoziabile: 

una pressione che ritorna, 

ostinata, 

un tic di carne che fora il silenzio 

e lo costringe a rispondere. 

 

Siamo isole acustiche. 

 

Fuori, la voce si consuma per esistere. 

Ma qui, nella stanza senza finestre, 

il sangue parla senza suono -

e non chiede di essere capito. 

 

Accade. 

E continua. 

Il soliloquio dei muscoli testo di TRISHTIL
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